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Negoziazione assistita: separarsi senza andare dal giudice

3 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Molte persone danno per scontato che separarsi significhi per forza andare in tribunale, con udienze e tempi lunghi. Non è sempre così. Quando un accordo è possibile, la negoziazione assistita permette di chiudere una separazione o un divorzio senza entrare in un'aula.

Che cos'è

La negoziazione assistita è una procedura introdotta nel 2014 in cui i coniugi, ciascuno con il proprio avvocato, trattano e mettono per iscritto le condizioni della separazione o del divorzio. L'accordo raggiunto, una volta ottenuto il via libera della Procura, produce gli stessi effetti di un provvedimento del giudice: vale per l'anagrafe, per la banca, per il datore di lavoro, per l'Agenzia delle Entrate.

Come funziona, passo per passo

Si comincia con un invito a stipulare la convenzione di negoziazione: le parti si impegnano a cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere la questione in via amichevole, entro un termine concordato. Da lì si lavora sui contenuti: affidamento e tempi con i figli, casa familiare, mantenimento, assegno divorzile, questioni patrimoniali. Quando il testo è condiviso, gli avvocati lo sottoscrivono insieme ai coniugi e certificano l'autografia delle firme.

Il passaggio dalla Procura

L'accordo non basta da solo: va trasmesso alla Procura della Repubblica. Se non ci sono figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o non ancora autosufficienti, il Procuratore rilascia un semplice nullaosta, verificando che non ci siano irregolarità. Se invece ci sono figli in una di queste condizioni, il controllo è nel merito: il Procuratore autorizza l'accordo solo se lo ritiene rispondente al loro interesse. In caso contrario lo trasmette al Presidente del Tribunale, che fissa un'udienza. È la ragione per cui, quando ci sono figli, la parte sull'affidamento e sul mantenimento va scritta con particolare attenzione.

L'accordo davanti all'ufficiale di stato civile

Esiste una via ancora più snella: presentarsi insieme in Comune davanti all'ufficiale di stato civile. È però percorribile solo quando non ci sono figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, e quando l'accordo non contiene patti di trasferimento patrimoniale. Niente case da intestare, niente somme una tantum: solo la separazione o il divorzio in sé. In questo caso l'assistenza dell'avvocato è facoltativa, ma resta utile per verificare che quella strada sia davvero praticabile.

Quando conviene e quando no

La negoziazione assistita funziona bene quando esiste un margine di trattativa, anche stretto: tempi rapidi, costi contenuti, nessuna udienza, e soprattutto condizioni scritte dalle persone che le dovranno vivere invece che imposte dall'esterno. Non è la strada giusta quando c'è violenza o un forte squilibrio tra i coniugi, quando una parte nasconde redditi o patrimoni, o quando manca qualsiasi disponibilità a trattare: in quei casi serve il giudice, e insistere sull'accordo fa solo perdere tempo.

Dopo la firma

Una volta autorizzato, l'accordo va trasmesso all'ufficiale di stato civile del Comune in cui il matrimonio è stato iscritto o trascritto: è quel passaggio che rende la separazione o il divorzio opponibile a tutti. Anche le condizioni raggiunte con negoziazione assistita, come quelle stabilite dal giudice, si possono modificare in futuro se le circostanze cambiano, e si possono modificare con la stessa procedura.

Se pensi che nel tuo caso ci siano le condizioni per un accordo, ricevo su appuntamento a Pisa, in Borgo Stretto 46, e a Cascina. Assisto clienti in tutta la provincia di Pisa, a Lucca e a Livorno.


 
 
 

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