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Quanto costa un avvocato per separazione e divorzio

 

"Quanto mi costerà?" è quasi sempre la prima domanda di chi deve separarsi o divorziare, ed è giusto che abbia una risposta chiara fin dall'inizio. In questa pagina spiego da quali voci è composto il costo, come si calcola il compenso dell'avvocato secondo i parametri di legge e quali sono le spese che si pagano allo Stato. Al primo incontro ti consegno un preventivo scritto, costruito sul tuo caso.

 

Le voci che compongono il costo

  • Compenso dell'avvocato: è la voce principale, e si determina sulla base dei parametri ministeriali o, meglio ancora, di un accordo scritto preventivo.

  • Spese generali forfettarie: il 15% del compenso, previsto dalla legge per coprire i costi dello studio non documentabili uno per uno.

  • Cassa forense (CPA): il 4% del compenso, destinato alla previdenza dell'avvocato.

  • IVA: applico il regime forfettario, quindi in fattura non c'è l'IVA. Per il cliente è un risparmio di quasi un quarto rispetto a un professionista in regime ordinario. Il regime è sempre indicato nel preventivo; se l'incarico dura più anni, ti consiglio di chiedermi conferma all'inizio di ogni anno.

  • Spese vive documentate: contributo unificato, notifiche, copie, visure. Le anticipi tu e sono sempre documentate. Ogni volta che una spesa si può evitare con gli strumenti telematici, senza togliere efficacia al lavoro, la evito.

 

Come si calcola il compenso: i parametri ministeriali

Le vecchie tariffe forensi, che legavano il compenso a ogni singola udienza o telefonata, sono state abrogate. Oggi il riferimento sono i parametri del D.M. 55/2014, aggiornati dal D.M. 147/2022, che dividono il lavoro in fasi (studio, introduttiva, istruttoria, decisionale) e lo rapportano al valore della questione.

 

Le cause di separazione e divorzio non hanno quasi mai un valore economico preciso: per legge si considerano di valore indeterminabile e, di regola, rientrano tra 26.000 e 260.000 euro, a seconda dell'oggetto e della complessità. Una separazione senza figli e senza patrimonio da dividere sta nella parte bassa della forbice; una causa con figli minori, consulenze tecniche e immobili sta in quella alta.

 

Le cifre di riferimento

L'elenco riporta i valori medi dei parametri ministeriali per i due scaglioni in cui ricadono le cause di valore indeterminabile. Sono il riferimento che usa anche il giudice quando liquida le spese in sentenza: non sono il mio listino, e il preventivo concordato può essere diverso. Alle cifre vanno aggiunti spese generali (15%) e CPA (4%).

 

  • Separazione consensuale o divorzio congiunto in Tribunale: 2.336 € (scaglione 26.000-52.000 €) - 3.329 € (scaglione 52.000-260.000 €)

  • Negoziazione assistita familiare conclusa con accordo: 3.695 € (scaglione 26.000-52.000 €) - 6.955 € (scaglione 52.000-260.000 €)

  • Separazione giudiziale o divorzio contenzioso (tutte le fasi): 7.616 € (scaglione 26.000-52.000 €) - 14.103 € (scaglione 52.000-260.000 €)

  • Consulenza e assistenza stragiudiziale: 2.410 € (scaglione 26.000-52.000 €) - 4.536 € (scaglione 52.000-260.000 €)

 

Fonte: D.M. 55/2014 come aggiornato dal D.M. 147/2022, tabelle 2, 7, 25 e 25-bis.

 

Contributo unificato e altre spese di giustizia

Per avviare un procedimento in Tribunale si paga allo Stato il contributo unificato:

 

  • 43 € per la separazione consensuale e per il divorzio congiunto;

  • 98 € per la separazione giudiziale e per il divorzio contenzioso;

  • nessun contributo per le modifiche che riguardano solo i figli (affidamento, mantenimento);

  • separazione e divorzio sono esenti dall'anticipazione forfettaria di 27 €, dovuta invece per alcuni procedimenti sui figli nati fuori dal matrimonio.

 

Se si sceglie la separazione e il divorzio nello stesso giudizio, come consente la riforma Cartabia, il contributo si paga per entrambe le domande. La negoziazione assistita non richiede il contributo unificato; l'accordo davanti all'ufficiale di stato civile del Comune comporta un diritto fisso di 16 €.

 

Chi paga le spese legali alla fine della causa

Di regola paga chi perde: il giudice condanna la parte soccombente a rimborsare le spese legali dell'altra. Nelle cause di famiglia, però, è frequente che il giudice compensi le spese, cioè che ciascuno paghi il proprio avvocato, soprattutto quando entrambe le parti hanno contribuito al conflitto o quando la decisione riguarda principalmente i figli. Per questo, al momento del preventivo, ragioniamo sempre sullo scenario in cui le spese restano a tuo carico.

 

Prima l'accordo, poi il Tribunale

Un accordo raggiunto subito costa quasi sempre meno di una causa vinta dopo anni, e in famiglia vale ancora di più: separazione e divorzio non si chiudono con la sentenza, perché i genitori dovranno continuare a decidere insieme per i figli. Per questo, anche quando sei convinto delle tue ragioni, cerco prima una soluzione concordata, con la trattativa diretta o con la negoziazione assistita. Può darsi che io guadagni meno da un accordo che da una lunga causa: è proprio la ragione per cui te lo propongo per primo.

 

Il preventivo scritto

La legge impone all'avvocato di comunicare per iscritto la prevedibile misura del costo dell'incarico, distinguendo compensi, spese e oneri (art. 13, comma 5, della legge 247/2012). Io vado oltre: ti consiglio di concordare i compensi prima di iniziare, con un accordo scritto che indichi cosa è compreso, come si paga e cosa succede se la causa cambia strada, per esempio quando una separazione giudiziale si trasforma in consensuale.

 

Gratuito patrocinio (patrocinio a spese dello Stato)

Se il tuo reddito è basso, puoi avere l'assistenza di un avvocato a spese dello Stato. Sono iscritto negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato in materia civile.

 

  • Limite di reddito: 13.659,64 € di reddito imponibile annuo (D.M. 22 aprile 2025, in vigore dall'11 luglio 2025).

  • Redditi dei familiari: di regola si sommano i redditi dei conviventi, ma nelle cause di separazione e divorzio conta solo il tuo reddito personale, perché i tuoi interessi sono in conflitto con quelli dell'altro coniuge.

  • Quando vale: per i procedimenti davanti al giudice; per la negoziazione assistita e la mediazione solo se si concludono con un accordo.

  • Come si chiede: la domanda si presenta al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Pisa, con l'autocertificazione dei redditi. Ti aiuto io a prepararla.

  • Attenzione: se durante il procedimento il reddito supera la soglia, il beneficio può essere revocato.

 

Domande frequenti sui costi

Quanto costa una separazione consensuale a Pisa?

Il valore medio dei parametri ministeriali va da 2.336 a 3.329 euro di compenso, più spese generali e cassa forense, a cui si aggiungono 43 euro di contributo unificato. Non applico l'IVA perché sono in regime forfettario. Il costo effettivo lo concordiamo per iscritto al primo incontro.

 

Quanto costa un divorzio?

Un divorzio congiunto ha costi analoghi a quelli di una separazione consensuale. Un divorzio contenzioso costa di più, perché comprende anche le fasi istruttoria e decisionale: il valore medio dei parametri va da 7.616 a 14.103 euro di compenso, oltre spese e 98 euro di contributo unificato.

 

Ognuno dei coniugi deve avere il proprio avvocato?

Nella negoziazione assistita sì, è obbligatorio. Nella separazione consensuale e nel divorzio congiunto in Tribunale i coniugi possono farsi assistere anche da un unico avvocato, dividendo così il compenso.

 

Posso pagare a rate?

Sì. Le modalità di pagamento si stabiliscono nel preventivo scritto, di solito con un acconto all'inizio e il saldo alla conclusione delle singole fasi.

 

Ho diritto al gratuito patrocinio se ho un reddito basso ma mio marito o mia moglie no?

Sì, se il tuo reddito personale non supera 13.659,64 euro. In una causa di separazione o divorzio i redditi dell'altro coniuge non si sommano ai tuoi.

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