
Avvocato per la famiglia
Il curatore speciale del minore
Nei procedimenti di famiglia i figli sono i protagonisti, ma spesso non hanno voce: a parlare per loro sono i genitori, che però in quel momento sono parti in conflitto. Il curatore speciale serve proprio a questo: è l'avvocato che il giudice nomina per rappresentare il minore e per portare nel processo il suo punto di vista, distinto da quello del padre e della madre.
La mia esperienza come curatore speciale
Dal 2023 sono iscritto negli elenchi del Tribunale e vengo nominato curatore speciale di minori. È un incarico che cambia il modo di guardare una causa di famiglia: insegna a leggere ogni vicenda con gli occhi del figlio, a capire che cosa pesa davvero nelle decisioni del giudice e dei servizi sociali, a distinguere le richieste che proteggono il bambino da quelle che servono solo ai genitori.
Porto questa esperienza anche quando assisto un genitore. Un piano genitoriale scritto pensando ai bisogni concreti del figlio, una proposta di affidamento che regge al vaglio del curatore e del giudice, un modo di condurre la trattativa che non trasformi i figli in terreno di scontro: sono queste, nella mia pratica, le cose che fanno la differenza.
Dal 2019 al 2025 ho fatto parte del Comitato Scientifico della Sezione Pisana dell'Osservatorio sul Diritto della Famiglia.
Chi è il curatore speciale del minore
Il curatore speciale è un avvocato nominato dal giudice per rappresentare il figlio minorenne nel processo, quando i genitori non sono in grado di farlo o quando i loro interessi sono in contrasto con quelli del figlio. Non è il difensore di uno dei genitori e non deve "dare ragione" a nessuno dei due: il suo unico riferimento è l'interesse del minore.
La riforma Cartabia (d.lgs. 149/2022) ha riscritto la disciplina e l'ha raccolta nell'articolo 473-bis.8 del codice di procedura civile, rafforzando molto il ruolo di questa figura.
Quando il giudice lo nomina
La nomina è obbligatoria, anche d'ufficio e a pena di nullità del procedimento, quando:
-
il pubblico ministero chiede la decadenza di entrambi i genitori dalla responsabilità genitoriale, o un genitore chiede la decadenza dell'altro;
-
il minore viene allontanato con un provvedimento urgente (articolo 403 del codice civile) o affidato ai sensi della legge sull'adozione e l'affidamento;
-
dai fatti emersi nel processo risulta che nessuno dei due genitori è in grado di rappresentare adeguatamente il figlio;
-
lo chiede il figlio stesso, se ha compiuto quattordici anni.
La nomina è invece facoltativa quando, per gravi ragioni, i genitori risultano temporaneamente inadeguati a rappresentare gli interessi del figlio. Accade, per esempio, nelle separazioni ad alta conflittualità, quando il figlio rifiuta di vedere uno dei genitori o quando le posizioni dei genitori rendono impossibile capire che cosa sia davvero meglio per lui.
Che cosa fa il curatore speciale
-
Rappresenta il minore nel processo: deposita atti, partecipa alle udienze, formula richieste e può impugnare i provvedimenti.
-
Ascolta il minore, con modalità adatte alla sua età e alla sua maturità, e riporta al giudice la sua voce.
-
Incontra i genitori, i servizi sociali, gli insegnanti, gli psicologi e i consulenti tecnici, per farsi un quadro completo della situazione.
-
Può ricevere poteri di rappresentanza sostanziale: il giudice, nel provvedimento di nomina, può autorizzarlo a compiere atti specifici nell'interesse del minore, anche fuori dal processo.
Che cosa cambia per i genitori
Quando nel procedimento entra il curatore speciale, il giudice ha un interlocutore in più, indipendente dalle parti. Per un genitore significa che le proprie richieste vengono valutate anche dal punto di vista del figlio, e che le posizioni strumentali emergono più facilmente. Per questo conviene preparare le proprie richieste tenendo conto di come le leggerà il curatore: è proprio quello che faccio, grazie all'esperienza maturata dall'altra parte del tavolo.
Il curatore può essere revocato dal giudice per gravi inadempienze o se sono venuti meno i presupposti della nomina, su richiesta motivata dei genitori, del tutore, del pubblico ministero o del figlio ultraquattordicenne.
Domande frequenti sul curatore speciale
Posso scegliere io il curatore speciale per mio figlio?
No. Il curatore speciale lo nomina il giudice, scegliendolo di solito tra gli avvocati iscritti negli appositi elenchi del Tribunale. I genitori, il pubblico ministero o il figlio ultraquattordicenne possono chiederne la nomina, ma non possono indicare chi nominare.
Il curatore speciale è l'avvocato di mio figlio?
In un certo senso sì: lo rappresenta nel processo e ne tutela gli interessi. Ma non riceve istruzioni dai genitori e non è tenuto a sostenere ciò che il figlio chiede, se lo ritiene contrario al suo interesse. Ne riferisce però al giudice.
Chi paga il curatore speciale?
Il compenso viene liquidato dal giudice che lo ha nominato, con un decreto che indica anche chi è tenuto a pagarlo, di solito i genitori.
Se sei stato nominato curatore in una causa, puoi assistere uno dei genitori?
No. Nel procedimento in cui sono curatore speciale rappresento soltanto il minore. Nelle cause che non riguardano quel minore e la sua famiglia assisto i genitori, portando l'esperienza maturata come curatore.
Quando conviene chiedere la nomina di un curatore speciale?
Quando i genitori sono così in conflitto da non riuscire più a distinguere i bisogni del figlio dai propri, o quando il figlio ha bisogno di una voce autonoma nel processo. È una valutazione da fare caso per caso, insieme al proprio avvocato.
Hai bisogno di un consiglio?
Se nel tuo procedimento è stato nominato un curatore speciale, o pensi che servirebbe, possiamo parlarne in un primo incontro a Pisa o a Cascina. Torna alla pagina sul diritto di famiglia oppure scrivimi dalla pagina Contatti.